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DDL Pillon, un’imbarazzante ripartizione aritmetica figlia di un’ideologia maschilista

  

E’ arrivato il primo agosto il disegno di legge Pillon, quasi per non far rumore ed è ormai pronto per il suo iter parlamentare.

E’ in atto un grave arretramento culturale in nome della “bigenitorialità” che vorrebbe cancellare anni di giurisprudenza frutto di chi il diritto di famiglia lo conosce, ma soprattutto è consapevole dei bisogni dei minori e delle problematiche delle famiglie coinvolte in una separazione.

La sensazione è che al Sig. Pillon, un perfetto sconosciuto fino a qualche settimana fa, mancano le basi.

Ma vediamo insieme i motivi, perché a prima vista il proposito della salvaguardia della “bigenitorialità” potrebbe anche sembrare lodevole.

Dunque: 

Tempi paritetici tra i genitori

ossia, occorre individuare un calendario per il quale i figli trascorrono metà tempo con il papà e metà con la mamma e tale comunque da prevedere una soglia minima di 12 giorni di permanenza presso l’altro genitore. 

Peccato che non viene tenuto in considerazione l’interesse supremo del minore. Come se tutte le storie familiari siano uguali e quindi le dividiamo a metà. Ribadisco il principio della bigenitorialità è sacro, ma la figura materna e quella paterna non sono uguali, sono complementari. 

E a tutte quelle donne che hanno lasciato il lavoro per dedicarsi alla cura della famiglia e dei figli, che oggi non sono più giovanissime cosa racconta Pillon? Ed a quelle che non si sono fatte intestare la casa coniugale? Non occorre essere esperti di diritto per comprendere che il ddl non solo è una disfatta che non accontenta nessuno (se non pochi fomentati) ma è un’imperdonabile offesa a tutte noi.

 

Mediazione obbligatoria:

chi si vuole separare deve rivolgersi, a pagamento, ad un mediatore e se poi l’accordo non si raggiunge al Tribunale. Moltiplichiamo i costi e i tempi proprio nella fase iniziale della separazione quando tutto è più incerto e quando la conflittualità delle parti è più elevata. E poi chi sono questi centri di mediazione privata?

 

Eliminazione dell’assegno di mantenimento:

ciascun genitore provvederà a sostenere i figli direttamente nei rispettivi periodi di permanenza 

 

Eliminazione dell’assegnazione della casa coniugale:

che  viene data al genitore collocatario prevalente, ad oggi quasi sempre la madre come genitore di riferimento.

Viene abolita la separazione per colpa ed il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Questa riforma è una catastrofe, un’offesa alla nostra intelligenza di donne, di mamme, di avvocati e magistrati.

 In un Italia in cui la violenza domestica ed i casi di femminicidio sono all’ordine del giorno si rema in senso opposto alla risoluzione del problema.

E allora ben vengano i patti prematrimoniali, pensateci prima di fare figli.

 

A cura dell’Avv. Angela Speranza Russo